Chi sono

Mi chiamo Chiara, sono nata nel 1980 e di lavoro faccio… un sacco di cose. Principalmente la Project Manager (mi dicono), ma sono in una fase di rivoluzione della mia vita e quindi che lavoro faccio ve lo saprò dire con più certezza fra un po’. Da grande volevo fare l’attrice, ma niente: non ce l’ho fatta a scappare da casa. Così sono passata all’idea di voler studiare medicina, ma ho scoperto di essere discalculica, e il problema mi è sembrato invalicabile per quel tipo di curriculum. Sicché ho optato per una carriera improntata all’umanesimo. Posso dirvi che ascolto un sacco di musica, sono perfezionista, indisciplinata, testarda (insomma, uno zucchero).

Oltre alla gestione di progetti in ambito sociale e culturale mi sono occupata di grafica, scrittura di comunicati stampa, creazione di contenuti, correzione testi e davvero molto altro. Sono una curiosa di natura. Fotografa, cuoca, scrittrice, lettrice, viaggiatrice.

In tutto questo, dai dodici anni, mi sono trovata a fronteggiare il dolore cronico, che si è rosicchiato la mia esistenza senza pietà per venticinque anni, prima che il mio incontro con l’approccio biopsicosociale, o multidimensionale, o della “scienza applicata” (questa definizione è quella che ci piace di più), entrasse nella mia vita, per risollevarmi dallo stato di “pazza isterica” e riportarmi a quello di “creatura umana di sesso femminile”: ora, sono qui a raccontarlo.

Esatto. Io sono riuscita a gestire il dolore persistente. 

Esatto: sono una paziente. Una paziente che è stata molto paziente, che ha vissuto sulla propria pelle la drammatica carenza di competenze, empatia, strutture e strumenti rispetto alla gestione del dolore cronico nel nostro Paese (ma non sentiamoci il fanalino di coda. All’estero non è che se la passino meglio). Ho fatto tesoro di quello che ho appreso e sto apprendendo nel mio percorso e ho deciso di condividerlo, per aiutare chi si trova a vivere direttamente o indirettamente l’irragionevole mondo del dolore cronico.

Spoiler: del dolore cronico si sa molto più di quanto crediate. Quindi, mettetevi comodi, rilassatevi e godetevi il viaggio.